La Biblioteca Comunale di Bulzi è stata ufficialmente istituita con deliberazione della Giunta Comunale n.26 del 12/04/2011 ma già in documenti risalenti a una decina di anni prima si faceva esplicito riferimento a una biblioteca comunale dotata di circa mille volumi e di supporti informatici.
Il ricorso alla memoria collettiva ha consentito perciò di supplire alla mancanza di documentazione per ricostruirne la probabile genesi e sviluppo.
La biblioteca nasce dalle ceneri di quello che da tutti viene ricordato, fino al 1978, come Centro di Lettura che diventa CSEP (Centro Sociale di Educazione Permanente), operativo fino al 1982 e con sede presso la scuola elementare di pertinenza del Circolo Didattico di Perfugas. I bulzesi lo ricordano come una sorta di Centro Sociale dove ci si riuniva non solo per prendere libri in prestito ma anche, e soprattutto, per svolgere ogni tipo di attività: dai corsi di canto e musica a quelli di cucito e pittura.
Con la chiusura, prima delle scuole medie e poi delle elementari e della materna, anche del CESP si perdono le tracce. La biblioteca ricompare nei documenti ufficiali solo nel 2000 quando, con l’adesione al Sistema Bibliotecario LOGOS, riapre le sue porte al pubblico. Tuttavia appena due anni dopo viene chiusa.
Bisognerà aspettare ben 10 anni prima che alla comunità di Bulzi venga restituito questo servizio fondamentale. Il 5 novembre 2012 la biblioteca entra a far parte del Sistema Bibliotecario dell’Anglona e della Bassa Valle del Coghinas (Sbangl) e diventa un punto fondamentale per la crescita culturale ed il recupero delle tradizioni del paese.
La Biblioteca Comunale di Bulzi si è dotata di un logo ufficiale (Deliberazione della Giunta Comunale N.18 del 28/09/2016 a seguito di un concorso di idee) che raffigura un albero che affonda le sue radici in un libro. Nel 2023 per rendere più forte il legame col territorio all’albero è stata aggiunta una protome taurina simbolo della statua prenuragica del Guerriero di Bulzi.
La Biblioteca è ubicata presso i locali del CAS – Centro di Aggregazione Sociale – del Comune di Bulzi in via Roma n.2.
La struttura si trova in una zona pressoché centrale del paese, a pochi passi dalla piazza principale, dal palazzo comunale, dalla farmacia, dall’ambulatorio medico e dal mercato rionale.
Gli spazi interni sono abbastanza ridotti (circa 53 mq) ma suddivisi in maniera tale da contenere non solo le scaffalature ma anche una piccola zona relax dedicata alla lettura e un angolo per le postazioni pc e multimedia.
Per le attività di promozione alla lettura, le conferenze e le presentazioni di libri si utilizza l’adiacente Aula Magna del CAS.
La biblioteca garantisce il diritto di accesso all’informazione attraverso i servizi di consultazione e prestito del patrimonio librario e multimediale, l’accesso alle postazioni internet e il servizio di prestito digitale su MLOL.
La biblioteca propone tutto l’anno incontri di animazione alla lettura per bambini e ragazzi, partecipa a molte delle iniziative nazionali e internazionali legate al mondo delle biblioteche e si propone come riferimento culturale della comunità territoriale organizzando, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e la Pro loco, incontri socioculturali con lo scopo di promuovere e migliorare la crescita culturale e civile del paese. In particolare si occupa di valorizzare il patrimonio linguistico e la parlata bulzese attraverso il Festival di poesia Bulzi in rima.
Bulzi in Rima
Bulzi in Rima è un festival di poesia a cadenza annuale che nasce con l’obiettivo di far conoscere l’immenso patrimonio di versi e poesie scritti da “poeti” bulzesi che, fino alla metà degli anni ottanta, si riunivano presso la calzoleria di zio Antonio Cubeddu, di fatto un vero e proprio un centro culturale in cui venivano sfornate decine di poesie al giorno. Tuttavia fin dalla prima edizione del 2016 il festival riuscì a riaccende la passione poetica dei bulzesi che durante le edizioni seguenti iniziarono a presentare nuove poesie facendo del Festival un’occasione importante per tenere viva la produzione poetica del paese.
Dal 2021 ospita una parte del fondo librario di Sistema dedicato all’Agenda 2030 relativo ai seguenti goal:
Goal 11 – CITTA’ E COMUNITA’ SOSTENIBILI
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.
Goal 12 CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILE.
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
IL TERRITORIO E LA STORIA
IL TERRITORIO
Bulzi è un piccolo paese situato al centro dell’Anglona, di circa quattrocentocinquanta abitanti. È ubicato a 190 metri sul livello del mare e ha una superficie di 21,63 Kmq. Il paese prevalentemente esposto a Noed-Est è situato alle falde di due colline, Monte Maltu e Monte Sant’Elia. Il territorio, caratterizzato da una zona molto fertile, è solcato da molti ruscelli stagionali ad eccezione del Rio San Pietro che è perenne. L’economia è quella tipica del territorio anglonese ed è prevalentemente agro-pastorale.
LA STORIA
Fin dall’epoca Nuragica, Bulzi era una zona interessata da importanti insediamenti umani. Rilevanti testimonianze di insediamenti neolitici nel territorio sono le tombe ipogeiche, conosciute come “domus de janas”, situate in località S’Arede. Percorrendo il periodo nuragico Bulzi custodisce una notevole mole di testimonianze di quell’epoca così remota e affascinante, si possono contare infatti, su tutto il territorio i resti di almeno diciotto nuraghi, due importanti villaggi della stessa epoca e una muraglia megalitica in località Monte Pedrulongu. Il territorio si mantiene vivo nel corso dei secoli e diventa intorno all’anno mille la sede di importanti insediamenti monacali. Il complesso monastico di San Pietro delle Immagini di cui oggi rimane solo la chiesa, rappresenta uno dei più importanti esempi di Romanico-Pisano in Sardegna. Il riferimento più remoto al paese si ritrova nei documenti della cosiddetta “Pace di Arborea” del 1368, in cui compare un certo Pietro de Campo rappresentante della comunità di Gulsei (probabile antico nome del paese). Molto probabilmente Bulzi nasce dall’unione dei due villaggi che sorgevano nei pressi dei due monasteri benedettini più importanti del territorio San Pietro delle Immagini a tre chilometri dall’attuale centro abitato e San Pietro di Simbranos sito ormai scomparso e che oggi si trova alla periferia nord del paese. Notizie certe e documentate nell’archivio parrocchiale, della storia contemporanea del paese si hanno a partire dalla prima metà del seicento, anno di fondazione della Chiesa di San Sebastiano. Mentre l’istituzione del Comune secondo i documenti esistenti presso l’archivio di stato di Sassari risulta, secondo un processo verbale di delimitazione territoriale, datato 26 aprile 1847.
I siti archeologici
Il territorio di Bulzi è ricco di siti archeologici tra i quali ricordiamo:
Le Domus de Janas in località S’Arede; Il Nuraghe S’Arula nell’omonima località e la muraglia megalitica di Monte Pedrulongu. In località Bonora si trova l’omonimo Nuraghe Trilobato, una delle strutture nuragiche più grandi del territorio. Inoltre il località Monte Maltu sorge un Villaggio di epoca Romana.
Bulzi fa parte del bacino paleobotanico dell’Anglona per la presenza di numerosissimi tronchi pietrificati ed è anche ricco di bellezze naturali e paesaggistiche come la valle del rio San Pietro.
I monumenti
Tra i monumenti storici più importanti del territorio ricordiamo La Chiesa di San Pietro delle Immagini o del Crocifisso. Questa chiesa è uno degli esempi più significativi dello stile romanico-pisano in Anglona. È stata realizzata in tre fasi, tra l’inizio e alla fine del XII secolo. L’edificio, immerso in una splendida vallata nelle vicinanze del centro abitato, si presenta ad aula longitudinale ad una navata, transetto e un’abside orientato a nord-est. Costruita in pietra vulcanica, si distingue per l’utilizzo di calcare chiaro in facciata in alternanza con la pietra più scura, tipico dello stile Romanico. Questa prassi costruttiva si ritrova anche all’interno, nel catino dell’abside e nelle volte a botte del transetto. Da notare la lunetta del portale in facciata, dove si trova un piccolo rilievo recante una figura umana.
La chiesa di San Pietro delle Immagini custodiva al suo interno un’opera di notevole pregio artistico: Il Gruppo ligneo della Deposizione, uno dei più significativi esempi di scultura lignea toscana del XIII secolo, il solo esempio d’intaglio romanico esistente in Sardegna. E’ composto da statue policrome di legno d’ontano ad altezza naturale rappresentanti la Madonna, Giuseppe d’Arimatea e Giovanni Evangelista raccolti intorno a Cristo in Croce. Sul braccio più alto di questa è posto un angelo proteso in avanti, con le braccia rivolte in basso verso il Cristo a togliere dal capo la corona di spine andata persa. Nel 1749 venne fatto costruire l’altare nel quale ancora oggi il gruppo si trova ed è attualmente collocato nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano.
La Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano è situata in via Roma, in pieno centro storico. Edificata intorno al 1658 , ha una pianta di forma rettangolare ed è composta da una navata che termina con un presbiterio rettangolare e sei cappelle laterali. L’attuale facciata della chiesa è stata realizzata nel 1796, su indicazione del vescovo di Ampurias, e riproduce fedelmente la facciata della chiesa Romanica di San Pietro di Simbranos situata in località omonima a nord nel paese e della quale rimangono solo tracce documentali. Per motivi di sicurezza, sono qui custodite le opere appartenenti alla chiesa campestre di San Pietro delle Immagini: un gruppo ligneo del XIII secolo, una statua di San Pietro Apostolo del XII secolo ed un retablo del XVIII secolo.
Infine la Chiesa campestre di San Nicola situata in località Concattile, ricostruita, probabilmente alla fine del Settecento per volere della famiglia Lisandrino, sui resti di una chiesa del XII secolo, sicuramente distrutta già nel 1768. La chiesa è composta da una sola navata, all’esterno sono presenti due contrafforti per lato, ha dimensioni contenute. All’interno era custodita una statua lignea di San Nicola, vescovo di Mira, risalente al Cinquecento, attualmente conservata nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano.
Altri Monumenti importanti sono: il Retablo della Madonna delle Rose custodito nella chiesa parrocchiale e risalente al 1600, Funtana Manna, il Monumento alla Madonna realizzato interamente con tronchi di legno pietrificato, il Crocefisso de S’Isgravamentu del 1600 situato nella chiesa di Santa Croce in via Vittorio Veneto.
SAGRE E SPETTACOLI
- 20 gennaio: festa patronale di San Sebastiano.
- Il Sabato successivo al Martedì grasso il tipico carnevale bulzese conosciuto come “Sapadu Iscasciadu”.
- Settimana Santa animata dalla confraternita di santa croce che culmina con la rappresentazione il Venerdì Santo de “S’Isgravamentu” la deposizione del Cristo dalla croce.
- Vigilia dell’Ascensione: festa diocesana del malato.
- Ascensione: “Sa Die de su Rughifissu” che consiste in una processione dalla chiesa parrocchiale verso la chiesa di San Pietro e che vede la partecipazione di un corteo a cavallo e delle confraternite di tutta la zona.
- Bulzi in Rima, il primo sabato di agosto, manifestazione dedicata alla poesia sarda ed in particolare alla poesie e ai poeti bulzesi di ieri e di oggi.
- 15 Agosto – Ferragosto: S’Assunta (Festa dell’Assunzione di Maria in Cielo).
- Tra l’ultima domenica di Agosto e la prima domenica di settembre si svolgono i festeggiamenti in onore di Santa Lucia e Sant’Isidoro.
- 13 dicembre: Santa Lucia in cui si allestisce l’ormai tradizionale mercatino di Natale.
credits fotografie: Andrea Brianda