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Biblioteca comunale di Laerru

Maria Piera Mossa – foto Immacolata Spezzigu

 Alla fine degli anni ’60, su iniziativa dell’UNLA, in una stanza di un’abitazione privata in piazza Giuseppe Garibaldi, precedentemente adibita ad ambulatorio medico, viene creata una piccola biblioteca gestita da una maestra elementare.

Con deliberazione del Consiglio Comunale n°38 del 17 luglio 1978 viene app

rovato il regolamento della biblioteca comunale che viene collocata in un’aula dell’allora scuola elementare (ora Casa alloggio “Santa Margherita”). Nel febbraio del 1985 vengono acquistati 556 libri, si inizia ad inventariare le opere già presenti provenienti da donazioni e, l’anno dopo, la biblioteca viene trasferita nei locali della ex scuola media (via Grazia Deledda 8) e la gestione viene affidata al personale in ruolo dell’Amministrazione Comunale e a cooperative appaltatrici che si succedono per brevi periodi.

Fino al marzo del 2002 il servizio è stato garantito a cadenza bisettimanale. In seguito, grazie ai finanziamenti della L.R. 37/98, l’apertura viene assicurata quotidianamente per un totale di 18 ore settimanali e la biblioteca entra a far parte del sistema bibliotecario Logos con i comuni di Perfugas e Chiaramonti attraverso la sottoscrizione della convenzione del  20 febbraio del 2002, che affida la gestione coordinata dei servizi alla Co.Me.S per la durata di un anno.

Nel 2010 la biblioteca entra a far parte del Sistema Bibliotecario dell’Anglona e della Bassa Valle del Coghinas.

Nel 2022 si trasferisce nei nuovi spazi nella struttura di via Grazia Deledda 6, precedentemente scuola dell’infanzia, e l’8 marzo 2023 la biblioteca viene intitolata a Maria Piera Mossa, prima regista sarda, con origini laerresi.

La sede attuale è costituita da tre sale di poco più di 100 mq, in una delle quali sono presenti tre postazioni PC ad uso pubblico.

La biblioteca garantisce il diritto di accesso all’informazione attraverso i servizi di  consultazione e prestito del patrimonio librario e multimediale, l’accesso alle postazioni internet e il servizio di prestito digitale su MLOL.

La biblioteca propone tutto l’anno incontri di animazione alla lettura per bambini, ragazzi e adulti, partecipa a molte delle iniziative nazionali e internazionali legate al mondo delle biblioteche e si propone come riferimento culturale della comunità territoriale organizzando, in stretta collaborazione con altre realtà del territorio, incontri socio culturali con lo scopo di promuovere e migliorare la crescita del paese.

Dal 2021 ospita una parte del fondo librario di Sistema dedicato all’Agenda 2030  relativo ai seguenti goal:

Goal 4 ISTRUZIONE DI QUALITA’
Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti

Goal 16 PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE
Promuovere società pacifiche e inclusive orientate allo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

Consulta la pagina degli orari e dei contatti.

foto Immacolata Spezzigu

foto Immacolata Spezzigu

foto Immacolata Spezzigu

foto Immacolata Spezzigu

foto Immacolata Spezzigu

 

IL TERRITORIO

Nel comune risiedono circa 800 abitanti e ha una superficie di 20,0 chilometri quadrati. Sorge a 177 metri sopra il livello del mare e dista 43 chilometri da Sassari, capoluogo dell’omonima provincia cui il comune appartiene. Laerru è anche un buon punto di partenza per raggiungere in poco tempo il mare come Valledoria che dista 20 Km e 30 Km da Badesi, il laghetto e le terme di Casteldoria rispettivamente 8 e 15 Km e altre località della Sardegna interna.

foto Immacolata Spezzigu

 

 

LA STORIA

Laerru è un paese di origine antichissima che si trova nel cuore della regione storica dell’Anglona. Secondo il Condaghe di Silki, il primo documento che fa menzione di Laerru sarebbe del XII secolo. Il nome, molto probabilmente, deriva dal latino “alaternus”, che significa alaterno, arbusto sempreverde tipico del luogo. Molto nota la produzione artigianale della radica sarda con la quale vengono prodotte pipe pregiate note in tutto il mondo. Come molti centri dell’isola anche Laerru ha conosciuto una storia analoga; la curadoria di Anglona sotto il regno giudicale di Torres, il passaggio degli aragonesi e così via. Con il declino della corona iberica, la Sardegna passò ai Savoia.

I siti archeologici

I siti archeologici: è opinione comune di archeologi e paleontologi che il territorio di Laerru sia come uno scrigno di tesori. Già dai primi anni del novecento grazie ad Antonio Taramelli e Edoardo Benetti venne avviato un primo censimento di nuraghi, tombe di giganti e domus de janas. Con gli scavi e le scoperte Laerru può vantare un’altissima concentrazione di monumenti e attrazioni naturali: come la Grotta di Su Coloru o la Foresta Pietrificata. Da visitare l’altopiano di Tanca Manna, zona ricca di macchia mediterranea, fonti e grotte. La grotta di “Su Coloru”, una delle più grandi cavità carsiche della Sardegna con una lunghezza di circa 600 metri, meta di tante spedizioni speleologiche, prende il nome di “Coloru” dal serpente, il colubro ed è famosa per aver restituito reperti umani ascrivibili al Mesolitico (9.000 anni fa circa), periodo di transizione fra il Paleolitico e il Neolitico. Il sito è molto importante anche perché all’interno della grotta trovano rifugio nel corso dell’anno sei specie di chirotteri. Delle sei specie presenti solo il Rhinolophus ferrumequinum e il Rhinolophus hipposideros non utilizzano il sito come luogo di riproduzione. L’aggregazione delle quattro specie riproduttive forma una colonia estiva stimata in circa 500 esemplari totali, che la rendono numericamente importante in ambito regionale. Di particolare rilievo anche la grotta di “Conca ‘e caddu” situata alle pendici dell’altipiano. Nel territorio comunale si contano 13 nuraghi. Particolarmente suggestiva è la foresta pietrificata e i resti archeologici rinvenuti sul Monte Ultana: diverse domus de janas, una tomba di giganti e un tempio nuragico.

Monte Ultana, fonte sacra – foto Immacolata Spezzigu

Su una piccola bancata rocciosa, ai margini del centro abitato, negli anni 90, vennero rinvenuti i resti fossili di un giraffomorfo ( Sardomeryx Oschiriensis) vissuto in Sardegna nel Miocene Inferiore.

foto Immacolata Spezzigu

 

I monumenti

interessante la Parrocchiale di Santa Margherita, nota per le due cappelle gotico-aragonesi. La chiesa di Santa Margherita è stata ricostruita nel XVIII secolo su un più antico impianto originale. La pianta è basilicale con navata centrale, su ogni lato sono presenti tre cappelle comunicanti tra loro, Nel presbiterio spicca l’altare, ricostruito sulla parete di fondo intorno al 1950. Particolare, per la non comune cupola a tolos, è la terza cappella del lato destro. A lato della cappella di Santa Lucia il Crocifisso, snodabile per il rito de S’Iscravamentu, realizzato dal pittore-scultore laerrese Antonio Pala.

Chiesa Santa Margherita – foto Immacolata Spezzigu

Chiesa del Rosario

Di impianto seicentesco, fu edificata come cappella dell’omonima Confraternita. Simile ad una chiesa campestre, ha una forma semplice ed essenziale con alcuni rustici contrafforti laterali. La parte più decorativa è la facciata, con un portale, dalle doppie colonne scolpite e sormontato da una cornice triangolare che al suo interno racchiude una lunetta. L’edificio è stato restaurato di recente e viene utilizzato anche come sede per incontri religiosi e culturali.

Il Rosario – foto Immacolata Spezzigu

La chiesa di Santa Croce, il portone principale, sovrastato da un’architrave decorata al centro con motivi a croce che compongono il Simbolo del Golgota, al centro e ai lati della facciata sono visibili tre piccoli acroteri decorati con motivi fitomorfi, l’interno è mononavato con aula suddivisa da tre archi, con due cappelle laterali e il presbiterio nella parete di fondo.

chiesa Santa Croce – foto Immacolata Spezzigu

La chiesa di San Sebastiano che l’incuria dell’uomo e il tempo ha trasformato in pochi ruderi. Tra le chiese campestri si ricordano: S.Ciriaco, San Michele, S.Teodora e S. Antonio.

 

SAGRE E SPETTACOLI
  • Febbraio – Marzo: Legata al calendario tradizionale è la festa di carnevale, i cui preparativi impegnano tutta la comunità.
  • 20 Luglio: festa in onore della patrona del paese, Santa Margherita.
    foto Immacolata Spezzigu
  • Ultimo fine settimana di agosto, si svolgono le feste dedicate a Santa Lucia e Sant’Isidoro, la prima protettrice dei giovani, il secondo è il santo protettore dei contadini.

Nel territorio, tutti gli appassionati di attività equestri devono fare riferimento a Laerru e al suo centro ippico, si possono incontrare e conoscere bravi istruttori di maneggio.

Di recente inaugurazione (2022) un percorso trekking ad anello, che si sviluppa in senso orario con una lunghezza totale di circa 6 km e un dislivello di circa 300 m. Il percorso presenta alcune difficoltà in quanto comporta il superamento di punti esposti messi in totale sicurezza con l’ausilio di corde, cavi d’acciaio e scale. È sconsigliato per persone che soffrono di vertigini: parte dal centro abitato e collega i sentieri di Corona Majore e Rocca Manna. Il sentiero attraversa un bel contesto calcareo con un panorama costante sulla piana e sul centro abitato. Durante il percorso, si possono ammirare interessanti scorci, grotte, cave e residui dell’attività estrattiva di blocchi di tufo.

Molto conosciuta e apprezzata da esperti e appassionati la zona di Badde e Sa Rocca Rutta, una bella falesia attrezzata con 47 vie di arrampicata.

Sa Rocca Manna

Sa Rocca Manna

Sa Rocca Rutta

foto Immacolata Spezzigu

 

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